Chi affitta a turisti ha tre obblighi ricorrenti, non due. Il primo è la comunicazione alla Questura, il secondo è la tassa di soggiorno, il terzo è la rilevazione statistica del movimento dei clienti — quella che tutti chiamano semplicemente "l'ISTAT".
Di cosa si tratta
È la raccolta dei dati su arrivi e presenze nelle strutture ricettive: quante persone sono arrivate ogni giorno, quante notti hanno dormito e da dove vengono. Serve a costruire le statistiche sul turismo, quelle che poi si leggono sui giornali a fine stagione.
Non è facoltativa: la rilevazione rientra nel Programma statistico nazionale, e la mancata risposta è sanzionabile.
Come si comunica dipende dalla Regione
Qui sta la difficoltà: non c'è un portale unico nazionale. Ogni Regione ha il proprio sistema, con scadenze e modalità diverse. In Liguria, per esempio, si usa un portale regionale dedicato dove i dati si caricano giorno per giorno.
Il modello di riferimento resta quello storico, il C59: per ogni giorno servono le presenze della notte precedente, gli arrivi, le partenze e le presenze finali, suddivise per provincia italiana di residenza o per Stato estero.
Il dato che manca quasi sempre
La provenienza. Se registri gli ospiti solo per la Questura pensi di avere tutto, ma la statistica chiede una cosa diversa: la residenza del capofamiglia o capogruppo, aggregata per provincia o per Stato. È un dato che si ricava dal check-in, purché lo si sia raccolto per intero.
Chi lavora solo con i calendari dei portali, senza mai raccogliere i dati degli ospiti, a fine mese si trova con dei numeri incompleti e deve ricostruirli a memoria.
Come lo fa HostPratico
I dati arrivano dagli stessi check-in che hai già fatto per la Questura: niente da inserire una seconda volta. Per ogni giorno del mese trovi una tabella già pronta con presenze della notte precedente, arrivi, partenze e presenze, divise per provincia e per Stato estero — nello stesso ordine in cui vanno ricopiate sul portale della tua Regione.
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