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Tassa di soggiorno: la incassi tu, ma la versi per conto del Comune

2026-07-31

La tassa di soggiorno è un'imposta comunale che paga l'ospite, ma che incassi e versi tu. È il punto che genera più confusione: quei soldi non sono un tuo ricavo, sono una partita di giro. Metterli nel fatturato gonfia i conti e, se sei in regime forfettario, ti fa pagare più tasse del dovuto.

Ogni comune fa storia a sé

Non esiste una tariffa nazionale. Ogni Comune decide con proprio regolamento: l'importo per persona a notte, il periodo dell'anno in cui si applica, il numero massimo di notti tassabili e le esenzioni.

Qualche esempio dalla Liguria, per far capire quanto cambiano le cose da un paese all'altro: ci sono comuni che applicano la tassa tutto l'anno e altri solo nella stagione turistica, con importi che vanno da poco più di un euro a diversi euro a persona per notte. Verifica sempre il regolamento del tuo Comune: gli importi vengono aggiornati con delibera e cambiano anche di anno in anno.

Le esenzioni sono la parte insidiosa

Quasi ovunque sono esenti i bambini sotto una certa età, che però varia: in un comune sono i minori di 10 anni, in quello accanto i minori di 12 o 14. Spesso sono esenti anche accompagnatori di disabili, forze dell'ordine in servizio e residenti nel comune.

Il tetto massimo di notti è un'altra trappola: molti regolamenti tassano solo le prime notti consecutive (spesso da 3 a 7), il che significa che un soggiorno lungo non si calcola moltiplicando semplicemente notti per persone.

Sei tu il responsabile

Dal 2020 chi gestisce la struttura è responsabile del pagamento dell'imposta, con obbligo di dichiarazione. In pratica: se non l'hai incassata dall'ospite, la devi comunque al Comune. Ed è per questo che conviene calcolarla bene fin dall'inizio, non a fine trimestre.

Come lo fa HostPratico

Imposti una volta tariffa, mesi di applicazione, età di esenzione e numero massimo di notti per ciascuna struttura. Il calcolo si aggiorna da solo a ogni soggiorno, tenendo conto delle persone realmente registrate al check-in, e resta separato dal fatturato — così quando guardi quanto hai guadagnato, vedi il tuo guadagno e non i soldi del Comune.

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